Concerti e didattica

Lirica: Pépito

Operetta di Jaques Hoffenbach

Operetta di Jaques Hoffenbach, su testo di Léon Battu e Jules Moinaux Atto unico
 

Il nostro progetto: DI VINO IN CANTO
Vino, passioni e scherzi raccontati, suonati, e cantati
 

L'opera lirica non più come piacere e privilegio di pochi , ma musica c he avvicina, intrattiene e sa allietare anche l'udito del pubblico meno assiduo. Musica come antidoto alle monotone serate davanti alla Tv, musica come strumento per far rivivere i meravigliosi spazi che ogni città, ogni piccolo centro nasconde, spesso persino all'attenzione dei propri cittadini.

Un' occasione diversa per passare insieme un bel momento su un tema certamente popolare: questo ci siamo proposti quando abbiamo dato vita al nostro progetto.

La musica e il vino fanno bon mé nage dai tempi di Dioniso, il personaggio della mitologia greca noto anche come Lieo, quello che scioglie: le inibizioni, gli intrighi, i flirt e le malinconie. Ed è su queste "note" lievi che si articola lo spettacolo, diviso in due tranches.

Nella prima parte un attore c i narra, attraverso la lettura di un testo scritto per l'occasione , la storia del vino (da variare a seconda del luogo delle rappresentazioni, scritta nel gergo dei sommelier, che tra "sentore di violetta appassita" e "luminoso accordo di frutta e fieno ap pena tagliato" sono rimasti gli ultimi a scrivere come i lirici greci) . A far da sfondo a questa frizzate "lettura", naturalmente, ancora e sempre, musica.

La seconda parte della serata è tutta dedicata a Pèpito, la stuzzicante operetta Hoffenbach compose, ponendo il vino al centro della vicenda.

Fra i tre personaggi, lei, lui e l'altro, si dipana una divertente storiella di amori e bugie che un'allegra bevuta finale conduce all'ovvio happy end. La trascrizione da grande orchestra a piccolo ensembl e è di Giovanni Piazza, la traduzione è firmata da Vincenzo de Vivo. La regia è di Luisa Gay.


La trama

Siamo in un Paese Basco. L'oste Vertigo ( basso buffo) ama disperatamente Manuelita (soprano), che ha una locanda proprio di fronte alla sua. Manuelia lo respinge, anche perchè è fidanzata con Pepito, ora militare a Madrid. Arriva da Madrid Miguel (tenore)che riconosce in Manuelita la sua compagna di giochi dell'infanzia. Vertigo, per vantarsi,gli fa credere che Manuelita sta per cedergli. Miguel, deluso, suggerisce a Vertigo di organizzare una bevuta per festeggiare il suo ritorno. L'ottimo vino del paese scioglierà la reticenza della fanciulla. In realtà il suo piano è un altro: ubriacare Vertigo per aver via libera con Manuelita . Vertigo, dopo un irr esistibile trinklied, cade ubriaco, ma la bella respinge, offesa e addolorata, le profferte di Miguel. Vertigo, svegliandosi dalla sbronza, confessa la sua bugia: Manuelita è uno specchio di virtù. I due giovani si rivedono, e Miguel viene perdonato. A sollevare tutti dal cruccio nei confronti di Pepito arriva una lettera dal fronte: Pepito è forse morto? Ma no, si è sposato a Madrid! Così Miguel e Manuelita possono fidanzarsi e brindare, senza rancore, col vecchio amico Vertigo.